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DECRETO SVILUPPO: RIPARTONO LE TRIVELLAZIONI


Fonte: Blogeko
Oggi il Governo ha fatto un regalo ai petrolieri resuscitando un buon tot di richieste per cercare idrocarburi vicino alle coste e nelle aree protette che erano state fermate nel 2010 per motivi ambientali.

Lo so, lo so, sui media mainstream si legge un’altra cosa. La notizia ovunque riportata è che col cosiddetto Decreto Sviluppo il Consiglio dei Ministri ha deciso di portare ovunque a 12 miglia dalla costa il limite per le trivellazioni in mare alla ricerca di idrocarburi: finora le 12 miglia valevano solo per le aree protette, e per le altre coste il limite poteva scendere fino a 5 miglia.

Tuttavia (come sempre) il diavolo è nei dettagli. Nel comunicato stampa del Governo c’è una frasettina apparentemente innocua: “Sono fatti salvi i procedimenti concessori in materia di idrocarburi off-shore che erano in corso alla data di entrata in vigore del cosiddetto correttivo ambientale”.

Sviluppo: Bonelli (Verdi), ritorna il far west delle trivelle

Via libera alle proroghe per le trivellazioni in mare




- Roma , 15 giu - ''Ritorna la norma del far west delle trivelle per la ricerca di petrolio nei mari italiani
Nel Decreto sviluppo (art. 35 Disposizioni in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi) c'e' una norma che da il via libera alle trivellazioni per la ricerca di petrolio nei nostri mari, consentendo le proroghe a concessioni scadute e l'autorizzazione di domande che non hanno concluso l'iter autorizzativo: sono di fatto fatte salve le tutte le domande di autorizzazione fatte dalle compagnie petrolifere nei mari italiani. Tradotto, nei nostri mari sara' trivella selvaggia comprese le superfici prossime alla aree marine importanti come quelle delle Tremiti, delle Egadi dove insistono domande di trivellare per una superficie massima di 750 Km quadrati'', dichiara Angelo Bonelli
''Le aree di mare che rischiano di essere oggetto di trivellazione in Italia sono 40 (22 nel canale di Sicilia, 16 nell'Adriatico, 2 nel golfo di Taranto). Invece sono 120 le autorizzazioni gia' rilasciate che minacciano il territorio italiano per un totale di 42.500 Kmq: un vero e proprio assedio da parte delle compagnie petrolifere. Il governo pensa ancora al petrolio mentre mette in ginocchio il settore delle energie rinnovabili. Secondo i dati del ministero economico le riserve stimate da sfruttare con queste autorizzazioni sono pari a 187 milioni di tonnellate e verrebbero consumate in soli due anni. Questo governo ha una visione della politica energetica e quindi economica da archeologia industriale'', conclude il presidente dei Verdi.




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