Manca una qualsiasi programmazione mentre la montagna di fondi viene destinata a politiche contraddittorie. Il vero nodo, però, resta il blocco della pesca per 45 giorni all'anno. Per gli esperti serve solo come scusa a elargire soldi, senza nessun effetto sul ripopolamento marino
ROMA - I dati parlano chiaro: il 95% degli stock ittici del Mar Mediterraneo è a rischio, minacciato dal sovra sfruttamento e senza possibilità di recupero, a meno che nei prossimi 5 anni lo sforzo di pesca non diminuisca almeno del 45-50%. Ci si prepari quindi a mangiare meduse, perché sembra che solo quelle siano in aumento, mentre i pesci comunemente venduti al mercato, sogliole e merluzzi in primis, nelle reti sono sempre meno e di taglia sempre più piccola.
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