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DECRETO SVILUPPO: RIPARTONO LE TRIVELLAZIONI


Fonte: Blogeko
Oggi il Governo ha fatto un regalo ai petrolieri resuscitando un buon tot di richieste per cercare idrocarburi vicino alle coste e nelle aree protette che erano state fermate nel 2010 per motivi ambientali.

Lo so, lo so, sui media mainstream si legge un’altra cosa. La notizia ovunque riportata è che col cosiddetto Decreto Sviluppo il Consiglio dei Ministri ha deciso di portare ovunque a 12 miglia dalla costa il limite per le trivellazioni in mare alla ricerca di idrocarburi: finora le 12 miglia valevano solo per le aree protette, e per le altre coste il limite poteva scendere fino a 5 miglia.

Tuttavia (come sempre) il diavolo è nei dettagli. Nel comunicato stampa del Governo c’è una frasettina apparentemente innocua: “Sono fatti salvi i procedimenti concessori in materia di idrocarburi off-shore che erano in corso alla data di entrata in vigore del cosiddetto correttivo ambientale”.

FINCANTIERI E IL BUSINESS DELL'OFFSHORE

Fincantieri verso la costruzione di piattaforme Offshore


L’ultimo accordo siglato da Fincantieri con una società specializzata nello sviluppo di costruzioni per il mercato delle perforazioni offshore, la NLI, rappresenta un ulteriore dimostrazione dell’intenzione da parte del capitalismo italiano di perpetuare lo spostamento verso nuove frontiere geografiche, allo scopo di incrementare margini di espansione profitto.
Questa apertura, verso il mercato (redditizio) dell’offshore, ossia delle grandi piattaforme oceaniche, è indice della crisi che investe la cantieristica navale la quale, da un bel po’di tempo, in Italia, sopravvive esclusivamente grazie alle commesse per armatori militari e crocieristica di lusso.

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